IL FIUME NEL CORTILE
Richard Long – Roma, Italia
Roma ha delicatezze segrete nella sua pianta urbana. Un esempio? Se vi trovate nel piccolo labirinto di vie alle spalle di piazza Cairoli, nel rione Regola del centro storico, cercate il vicolo dei Catinari. La stradina divide il secentesco palazzo Santacroce: i due fabbricati sono collegati da un arco, dove ti aspetteresti di veder sfilare uno spettro in equilibrio, a tarda notte. Continua a leggere
SUL DORSO DELLA TARTARUGA II
Kutch, Gujarat, India

(SECONDA PARTE)
Si trovano, nel Rann, villaggi fortificati come Jhinjhuvada, antica stazione di carovane. Sulle mura di fango sono incisi fregi di foglie che ricordano quelle della cannabis. Addentrandosi nel deserto, piatto e bianco, si risale nel tempo con i resti di città millenarie come Dholavira, accanto al bet di Khadir: è l’unico dei grandi centri della civiltà dell’Indo dalla parte indiana del confine. Tra le rovine, oltre a una perfetta rete idrica e a un colossale serbatoio, sono state ritrovate statuette di 5000 anni fa che raffigurano persone in posizioni simili agli asana dello yoga. Continua a leggere
SUL DORSO DELLA TARTARUGA
Kutch, Gujarat, India

Parte prima
Capitano a tutti i desideri insopprimibili. A me è successo su una pista del Rann di Kutch, uno strano deserto che si estende nello stato indiano del Gujarat fino alla foce dell’Indo in Pakistan. Chiesi all’autista della vecchia Maruti di fermarsi, presi una borraccia e un binocolo e cominciai a camminare per un paio di chilometri sulla crosta di fango e sale in vista di alcune oasi, qui chiamate bet, che si stagliano appena sulla superficie rugosa che vibra col calore, all’orizzonte. Continua a leggere
RUIN PUB SUL DANUBIO
Budapest, Ungheria
Entrare in un ruin pub di Budapest è come scivolare dietro le quinte di una elaborata scenografia teatrale. Forse perché la città sul Danubio mi è sempre sembrata uno scenario di illusioni e un palcoscenico per illusionisti (il mago Harry Houdini, all’anagrafe ungherese Erik Weisz, è nato qui). L’architettura ha la sua parte nell’effetto: bastioni medievali ricostruiti a Buda, rovine romane a Obuda, liberty sfacciato e sfaccettato a Pest. Quando sale la nebbia dal fiume, la sensazione di irrealtà aumenta, ed è come trovarsi all’interno dei bagni Szécheneyi al parco Varosliget, nell’atmosfera d’ovatta, ma senza il tepore. Continua a leggere

Nel giardino della regina ho nuotato con i calamari. È una frase che sembra più adatta a un componimento surrealista che a una storia di viaggio. Nelle carte nautiche dei Caraibi è segnato un arcipelago lungo la costa meridionale dell’isola di Cuba che si chiama proprio così: “Los Jardines de la Reina”. Il nome glielo diede Cristoforo Colombo, in onore di Isabella di Castiglia. È un mondo di visioni d’acqua, discosto dalle rotte maggiori dei charter, in uno dei tratti di mare più incontaminati delle gloriose Antille. Un giardino che fiorisce in profondità.